Sicurezza sul WEB: dati a rischio!

imagesLa diffusione di Internet porta con sé numerosi campanelli dall’allarme, poiché non tutti sono attenti, o sufficientemente informati, sui rischi connessi alle attività che si compiono ogni giorno online con leggerezza.

Il Pew Research Center, famoso centro demoscopico e di ricerche americano, ha effettuato un’indagine sulla sicurezza sul web, con risultati particolarmente preoccupanti che vedono i giovani i più a rischio di furto di identità.

 

Maggiori informazioni: http://www.pewinternet.org/2013/09/05/anonymity-privacy-and-security-online/

Di seguito una tabella che riassume le informazioni personali che gli utenti sono consapevoli si trovino disponibili on-line. Il 66% degli intervistati  ha riferito che la propria immagine è disponibile sul web. E la metà (50%) dicono che la loro data di nascita è visibile.

dati on line

Internet è forse la maggiore dipendenza del nuovo millennio, a causa della rapidità con cui è entrata in tutte le nostre attività quotidiane, per tutti i livelli sociali.

Dai professionisti degli ambiti più diversi al giovane e giovanissimo popolo dei social, ormai trovare una tariffa vantaggiosa è alla portata di tutti. Ma la diffusione di Internet porta con sé numerosi campanelli dall’allarme, poiché non tutti sono attenti, o sufficientemente informati, sui rischi connessi alle attività che si compiono ogni giorno online con leggerezza.

Quante volte ci siamo trovati a diffondere certi dati sulla rete? Generalità, codice Pin della scheda del cellulare, indirizzo dell’abitazione, coordinate bancarie per la disposizione di un bonifico o per acquistare un prodotto su un eShop, e così via.

Questi sono dati personali che se intercettati dagli utenti sbagliati possono comportare enormi danni.

La ricerca del Pew Research Center ha infatti documentato al situazione dei furti di identità negli Stati Uniti: gli hacker sono riusciti a rubare i dati personali, soprattutto relativi ai conti bancari e alle carte di credito, del 18% degli utenti adulti che hanno navigato in rete solo a marzo di quest’anno. Lo stesso periodo del 2013 registrava una percentuale di furti dell’11% in meno. Stessa percentuale di aumento se si considera il bacino di utenti dai 50 ai 64 anni, più inesperti forse: a marzo di quest’anno è stato colpito il 20% degli utenti, contro il 9% del 2013.

Una crescita inarrestabile che però fa registrare dati preoccupanti soprattutto nella fascia di utenti più giovani. Il numero di adulti tra i 18 e i 29 anni che hanno subito furti di dati personali è stato del 15% nel marzo di quest’anno, praticamente il doppio rispetto al 7% del luglio 2013.

Un aumento incredibile in pochi mesi. Questo è dovuto principalmente al fatto che i giovani passano più ore connessi e la mancanza di una sufficiente educazione ai rischi li rende bersagli più vulnerabili. A questa ricerca ha collaborato la Consumer Federation of America (CFA) e Susan Grant, Director Consumer Protection, sostiene che è “fondamentale prendere delle banali precauzioni, come ad esempio proteggere gli account personali con password difficili da individuare e non concludere transazioni finanziarie su reti Wi-Fi pubbliche”.I ragazzi passano moltissimo tempo online e non sembrano consapevoli dei rischi che corrono per se stessi e per gli altri – continua Susan Grant – il rischio di danni personali enormi arriva dal semplice rischio di un hacker che entra nel tuo profilo di social network, che può postare foto imbarazzanti di chiunque”. Durante lo scorso periodo natalizio, a detta dei consumatori il 50% delle 40 milioni di carte di credito rubate è stato a causa di furti dell’email o di altre frodi online. Sia che si tratti di clonazioni virtuali della carta di credito che del furto del proprio profilo Facebook, questo tipo di frodi sono estremamente dannose. Occorre quindi prestare estrema attenzione soprattutto durante attività delicate come l’e-commerce e rivolgersi sempre a siti certificati che usino sistemi di sicurezza appositi.

Maggiori info: contatti mdc_sportello 10

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.